Il marmo di Aurisina 2019-04-18T14:12:47+00:00

Il marmo di Aurisina

FAMIGLIA GRUDEN

Una passione di marmo

Nessuno sa bene quando, ma a un certo punto la famiglia Gruden si è stabilita nel Carso e da lì non si è più mossa.

Alle porte di Trieste, nel comune di Aurisina, le cave lavoravano notte e giorno per estrarre una delle pietre più amate al mondo: il Marmo di Aurisina, una roccia calcarea unica in fatto di purezza, colore e versatilità. La famiglia Gruden ha subito capito la sua vocazione: lavorare la pietra, imparare a conoscerla, investire in tecnologia, e da lì in poi non si è più fermata. 

IL FOTOVOLTAICO

C’è un’aria nuova nel mondo del marmo: i nostri macchinari a basso consumo energetico e un impianto fotovoltaico all’avanguardia ci permettono di annullare la domanda di energia proveniente dalle fonti tradizionali e fare artigianato in modo completamente autonomo e nel pieno rispetto dell’ambiante.

RICICLO E RICUPERO DEGLI SCARTI

Il marmo è un materiale prezioso, come tutto quello che la natura produce. Per questo siamo sempre attenti nel recuperare tutti gli scarti che la lavorazione della pietra produce, trasformandoli in autentici elementi di arredo e design e minimizzando così l’impatto ambientale. 

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UNA BELLEZZA ANTICHISSIMA

50-100 milioni di anni fa

Immensi movimenti della terra piegano e sollevano le rocce sedimentarie formate dai mari che ricoprivano la zona degli odierni Balcani, dando vita alle Alpi Dinariche e all’altopiano Carsico, luogo dove oggi si estrae il marmo.

3000 a.C.

Durante l’ultima Età della Pietra, nel Mediterraneo si comincia a fare uso del marmo. Anche se non esistono prove certe, non è da escludere che il marmo di Aurisina fosse usato per produzioni artistiche e ornamentali neolitiche. 

I secolo a.C.

Nel 181 a.C. Roma fonda Aquileia. Strutture, statue, urne, monumenti e iscrizioni sono realizzati con il marmo di Aurisina, grazie alla cava romana da poco aperta, la prima di cui si ha notizia. Anche a Tergeste (l’attuale Trieste) si può osservare un uso massiccio del marmo carsico.

520 d.C.

A Ravenna viene costruito con il marmo di Aurisina il monumento più importante della cultura ostrogota in Italia: il Mausoleo di Teodorico, un edificio dall’architettura sorprendente che oggi fa parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Medioevo

Nei secoli immediatamente successivi all’impero romano, anche il marmo di Aurisina vive un periodo buio, restando tuttavia una delle pietre più utilizzate nella vicina Venezia.

1719 d.C.

Con lo sviluppo commerciale di Trieste, dovuto alla proclamazione del Porto Franco, il marmo di Aurisina torna a essere protagonista di nuove costruzioni in città come Palazzo Pitteri, l’edificio della Borsa e altri prestigiosi esempi.

1867 d.C.

È con la nascita dell’impero austro-ungarico che il marmo di Aurisina vive la sua epoca d’oro, trovando ampio utilizzo a Trieste e in ogni angolo del regno come per il Palazzo Imperiale di Vienna, il Parlamento di Budapest, l’Opera di Graz.

1890 d.C.

Mentre il marmo di Aurisina viene utilizzato in tutte le città più importanti del regno (Linz, Innsbruck, Graz, Monaco di Baviera, Salisburgo, Lubiana, Praga, Fiume…) le cave e i laboratori del Carso contano oltre 3000 operai.

1918

Dopo l’annessione di Trieste all’Italia, il marmo di Aurisina viene scelto per il Sacrario Militare di Redipuglia e per la Stazione Centrale di Milano. Per la prima volta raggiunge i paesi d’oltremare trovando impiego in Egitto e negli Stati Uniti.  

1945

Nel secondo dopoguerra la pietra continua a trovare fortuna nei mercati esteri: metropolitane di Atlanta (USA) e di Francoforte, aeroporto di Berlino, centro direzionale di Parigi.

1989

Quasi 100.000 metri quadrati di pietra carsica vengono utilizzati per pavimentare e decorare la linea 3 della metropolitana di Milano.

2018

Il marmo di Aurisina continua a trovare largo utilizzo in tutto il mondo, anche presso archistar come Zaha Hadid, che lo usa per la pavimentazione esterna del suo Citylife Shopping District di Milano e Cino Zucchi, per la pavimentazione interna del quartier generale di Lavazza a Torino.